La storia di una stanza – La Cucina

come si è evoluta nel tempo?

Non c’è bisogno di dirlo, la cucina è sicuramente una delle stanze più utilizzate di tutta la casa, nonché una delle più amate! La maggior parte delle persone passa il suo tempo davanti ai fornelli a preparare una bella cena per il proprio compagno/a o un dolce per i bambini, quindi la cucina è anche un ambiente che associamo a emozioni positive e che ci trasmette gioia e amore. Come siamo arrivati alla forma attuale della cucina? Quante trasformazioni ha subito nei secoli il cuore della casa?

In antichità la cucina era molto diversa, anche nel modo in cui era percepita dagli abitanti della casa. Gli ambienti della cucina erano arredati con materiali semplici e reperibili sul luogo, lavorati in funzione delle attività che vi si svolgevano, senza fare troppo caso all’estetica dello spazio. Non potevano mai mancare un camino molto grande, un tavolo centrale, molte mensole e ganci per appendere utensili e pentole, oltre che madie e credenze. In un secondo momento fu introdotto l’acquaio, ultimo elemento di una cucina che è ancora rudimentale.

Nei palazzi signorili del Rinascimento, le cucine si trovavano sempre ai piani inferiori o nei sotterranei, erano provvisti di pochi strumenti di lavoro e di un grande tavolo centrale. Il lavoro era sempre frenetico, c’era un continuo via vai di cuochi e servitori che usavano questa stanza anche per mangiare, mentre i signori non vi si recavano mai. In particolari occasioni la padrona di casa poteva scendere a controllare che fosse tutto in ordine, ma in generale era considerato un vero e proprio spazio di servizio, come la cantina e la dispensa.

In seguito, quando la cucina venne trasferita al piano superiore insieme agli altri ambienti della zona giorno, si cominciò a sentire la necessità di abbellire questi ambienti, nobilitarli in un certo senso, con rivestimenti colorati e pregiati e mobili colorati e preziosi.

Nel Novecento l’avvento dell’elettricità rivoluzionò completamente il modo di pensare la cucina. Vennero introdotti gli elettrodomestici, primo tra tutti il frigorifero per sostituire le vecchie ghiacciaie. Nel dopoguerra arrivano i mobili bassi abbinati ai pensili realizzati in materiali plastici facili da lavare e da tenere in ordine, come la famosissima formica, che ebbe un successo straordinario per molti anni. Questo tipo di impostazione della cucina viene generalmente definito “all’americana”. L’acquaio in pietra viene sostituito dai lavelli in acciaio inox o in ceramica (vedi articolo scegliere il lavello e il rubinetto), frigoriferi sempre più compatti vengono integrati in colonne. La cucina cambia completamente la sua faccia per affrontare il nuovo modo di vivere.

Questo processo si traduce in una standardizzazione dell’ambiente cucina, le scelte personali sono limitate dalla produzione di elementi industriali e modulari, le modifiche che si possono apportare sono limitate.

Andando avanti con gli anni però, le persone si sono riappropriate di questo spazio. Oggi le cucine sono completamente personalizzabili, realizzate di ogni forma e materiale, aperte, con isola (vedi articolo isola in cucina), lineari, chiuse o che si aprono verso la sala da pranzo e il living (vedi articolo cucine aperte e chiuse). Insomma l’utente finale ha ritrovato il modo di vivere l’ambiente nel modo più personale possibile, e questo fa si che la cucina sia vista come la parte centrale della casa, uno spazio sociale, aperto e pubblico.

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