Come procedere a frazionare un immobile

Iter burocratico per sfruttare al massimo le potenzialità di un immobile

Il concetto di frazionamento è semplice come ci suggerisce il nome: è la divisione di un immobile in due unità immobiliari distinte. Viceversa l’accorpamento è la fusione di due unità immobiliari in una unica.

Dividere un immobile è un investimento molto vantaggioso, poiché c’è sempre una maggiore richiesta di appartamenti di dimensioni soprattutto medio-piccole. Oggi un appartamento da 120 mq abitato da due persone (ad esempio due genitori i cui figli sono ormai fuori casa) è una situazione abitativa poco conveniente, quindi spesso la soluzione migliore è quella di frazionare l’immobile in due appartamenti più piccoli e indipendenti e vendere o affittare una parte.

Il frazionamento è conveniente in quanto comporta un aumento di valore del bene, poiché le unità abitative più piccole sono più richieste sul mercato, ma è anche una forma di guadagno per chi ha una casa troppo grande

Ovviamente, analizzando la documentazione il processo non è così semplice. Negli ultimi anni fortunatamente, con l’entrata in vigore del Decreto Legge 133/2014 (il cosiddetto Sbocca Italia), l’iter procedurale per procedere al frazionamento risulta semplificato rispetto a quanto non fosse qualche anno fa.

Prima dell’approvazione del D.L. gli interventi di frazionamento e accorpamento ricadevano nella definizione di ristrutturazione edilizia e ciò comportava un iter burocratico più lungo e complesso.

Ora questa tipologia di interventi è classificata come manutenzione straordinaria e quindi necessita di una CILA (Comunicazione di inizio lavori asseverata), oppure, in caso di interventi strutturali, di una SCIA (Segnalazione certificata di inizio attività) (se vuoi sapere di che tipo di documenti si tratta scoprilo qui ).

Alla chiusura dei lavori sarà anche necessario richiedere il nuovo certificato di agibilità e la variazione catastale, che comporterà la soppressione del precedente subalterno e la creazione di due nuovi (in caso di frazionamento), oppure la soppressione di uno dei due vecchi subalterni che si fonderanno in un unico nuovo (in caso di accorpamento).

Considerato che l’accorpamento e il frazionamento ricadono all’interno della manutenzione straordinaria, i costi possono rientrare nelle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie e il risparmio energetico.

Questa procedura è quindi molto vantaggiosa ma, come ogni intervento che comporti un iter burocratico, è sempre consigliabile rivolgersi ad un professionista che ci indichi come fare e ci affianchi nelle scelte.

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A presto!

 

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